sabato 7 dicembre 2013

L'emancipazione con i telefonini

Stamane ho riso da solo. Ed anche in maniera crassa. E anche più tardi ripensandoci riprendevo a farlo. La causa scatenante? Sono stato stimolato dall'osservare una donna anziana alle prese con il suo telefonino. E non con gli ultimi smartphone, ma un vecchio modello della serie tasto verde e tasto rosso del tutto consumati. Stavamo salendo assieme in ascensore, quando siamo stati interrotti nella nostra fugace conversazione sul tempo da un inconfondibile squillo di telefono. Con grande naturalezza continuando a parlarmi ha estratto l'apparecchio dalla sua borsetta in una frazione di secondo - chissà come avrà fatto solitamente mia moglie ci mette più tempo a ritrovarlo in quel fondo senza fine che è la sua borsa - e dopo aver pigiato il tasto giusto con il suo indice artrosico si è messa a discutere con un tal Nicola. E non ho potuto trattenermi dal sorridere. Emancipata da un telefonino. Chi l'avrebbe mai detto.

venerdì 6 dicembre 2013

Stringimi la mano e non mi lasciare

Stringimi forte. Stringimi forte la mano. E non mi lasciare. Voglio sentire il calore che attraversa le nostre mani. E' troppo bello saperti vicino. E' una delle condizioni del vivere, uno al fianco all'altro. Una lunga catena che ci lega perché non siamo fatti per essere soli. Non riesco a immaginare la mia vita senza aver un altro a cui rapportarmi. Sono certo che su questo ci si possa trovare d'accordo. E le mani hanno una loro funzione unica e insostituibile. Ne ho avuto una prova quando ho visto una scolaresca di bambini delle elementari attraversare la strada. Ognuno era collegato all'altro dalle mani: quella sinistra alla destra e così via.Un lungo serpente umano di piccoli nani. Tutti uniti tra loro.

giovedì 5 dicembre 2013

L'odore della naftalina

Come è cambiato l'odore della naftalina rispetto a quando ero adolescente. Ci ho pensato questa mattina nel prendere il maglione di lana con i suoi rombi azzurri, viola e bianchi. Per evitare le tarme e l'umidità nei cassetti mia moglie usa quella che chiamo la naftalina degli anni duemila, conservata in bustine super sigillate. Hanno profumazioni diverse, mendo intense come quelle del passato,  ma ugualmente efficaci e piacevoli da percepire. Ma, mentre andavo in macchina, sono tornato indietro negli anni. A quando ne avevo una decina e mia madre metteva nei cassetti quelle palline di colore bianco, che si consumavano nel tempo. Un odore inconfondibile; ti rimaneva addosso anche quando andavi tra la gente, ma nessuno ci faceva caso. Ancora oggi mi è già capitato di riavvertire quella profumazione d'un tempo. Mi sono girato pensando a mia madre, ma era solo una signora anziana con il cappotto a trequarti e il suo collo di volpe.

mercoledì 4 dicembre 2013

Che caldo oggi a Roma

Mercoledì, udienza generale dal Sommo Pontefice in piazza san Pietro. Migliaia di persone. Suoni, colori, voci. Tutti diversi. Gioia, attesa, speranze, preghiere. Quante mani allungate per poterlo toccare. Quanti tentativi per poter essersi fissati dal suo sguardo, che ha qualcosa di magnetico, speciale. Papa Bergoglio. La giornata romana è primaverile. Fa davvero caldo a dispetto dei giorni precedenti, che hanno visto la pioggia e il freddo avere la meglio. E' stata una grande fatica partire alle 3 del mattino per giungere puntuali all'appuntamento con il capo del cattolicesimo. Non ha parlato a lungo: mi aspettavo molto di più. Alcuni passaggi mi sono rimaste in mente: siamo risonanza di eternità e in cammino verso la resurrezione. Occorre approfondire questi concetti. Che caldo oggi a Roma, anche nel mio cuore.

martedì 3 dicembre 2013

Ottantatrè anni, ben portati

Musica natalizia in sottofondo. Ho trovato, tra i tanti cd ammucchiati, una raccolta di canti dal titolo quanto mai illuminante: “Veni, veni Emmanuel". E' del coro polifonico femminile "Samnium Concentus" di Campobasso diretto da Guido Messore. Dopo tanto rumore, un po' di quiete. Ogni tanto ci vuole anche questo. Oggi sono tranquillo, non perché ieri non lo fossi. Ma ti capitano certe giornate che ti senti più carico, più disposto a sopportare tutto e di più. Questa mattina ho parlato con una persona di 83 anni. Anzi sarebbe più corretto dire che mi sono limitato ad ascoltarlo. Quante cose sono capaci di dirti chi ha già quasi consumato del tutto il tempo della sua vita ancora a disposizione. Ci teneva a farmi capire che nonostante non sapesse leggere era riuscito a sistemare due figli che gli avevano regalato quattro nipoti. Ho provato serenità nell'averlo incontrato. Vorrei arrivare alla sua età con la stessa consapevolezza e non solo rispetto ai propri limiti.

lunedì 2 dicembre 2013

Le scelte non fatte quando era tempo

A volte vorrei tornare indietro negli anni. Per correggere gli errori che ho commesso e magari cambiare il corso della mia vita. Da un po' di tempo a questa parte questa cosa mi ossessiona. Non credo di essermi ammalato, ma sicuramente ha lasciato il segno. Ripenso a quante scelte diverse avrei potuto fare e che invece non ho saputo e voluto fare. Ora ne pago le conseguenze. Sarebbe meglio non guardare indietro. Il problema è che ci si ferma a farlo senza accorgersene. E la mente corre, corre lacerando il tuo io. Quanti errori, ma senza errori si può mai crescere? Conservo nel portafogli un biglietto che ho preso una volta a una mostra per ricordare un anno dalla morte di don Oreste Benzi. C'è scritto: per stare in piedi bisogna stare in ginocchio.

domenica 1 dicembre 2013

Prima domenica di dicembre e piove

Piove. Anzi continua a piovere insistentemente. Dal cielo cade acqua e sembra non stancarsi. Lunghi rivoli si formano per le strade per poi seguirsi il loro corso.  E' la prima domenica di dicembre e la prima d'Avvento. Ci mettiamo in attesa di colui che verrà. Un cero rosso è stato acceso, domenica dopo domenica: è il primo, ne mancano ancora tre. Una frase della lettera di San Paolo apostolo ai Romani, letta oggi in chiesa, mi ha sempre fatto pensare. «La notte è avanzata, il giorno è vicino». Mi spinge a riflettere. Non pretendo che possa essere condiviso da chi non è credente. San Paolo invita a gettare le opere delle tenebre e a comportarci onestamente, come in pieno giorno. Un consiglio che può essere rivolto a tutti, anche ai non credenti.