sabato 14 dicembre 2013
Il tramonto dietro la Maiella
Non è per tutti poter vedere tramontare il sole dietro la Maiella. Io
oggi ho avuto la possibilità di assistervi: è stato un tramonto
meraviglioso. E' stato tutto più semplice facilitato da questo cielo
terso. Uno spettacolo davvero unico. La Maiella madre con la sua cima
imbiancata e quel color cremisi che l'avvolge in un abbraccio che sembra
non finire mai. Provo sofferenza nel pensare come l'uomo faccia di
tutto per rovinare la natura e l'ambiente in cui viviamo. Ma sono troppo
rapito nell'osservare questo tramonto a tal punto che non riesco a
pensare a null'altro.
venerdì 13 dicembre 2013
Odore di mandarino
A quanti di voi piace il mandarino con tutti i suoi semi? Credo a pochi
perché la gran parte preferisce il mandarancio che non ne contiene
affatto o solo qualcuno. Sono ghiotto di questi piccoli e succosi
agrumi. Eppure preferisco il mandarino. Mi ricorda il mio Natale quando
ero poco più che adolescente quando la varietà di frutta era davvero
minore rispetto a quanto ci sia oggi. Mi piaceva aprire il mandarino con
le mani sulle quali lasciava l'odore della sua buccia inconfondibile
quanto intenso. Spesso e volentieri dopo averne mangiato il frutto mi
dedicavo anche... a far fuori la buccia. Ma tutto questo dopo aver
acceso una candela ed essermi divertito a spruzzarla sulla fiamma. Che
giochi infantili. La vicina di mia cognata ha un albero di mandarino.
Questo pomeriggio ne ho rubati tre nascondendoli in tasca. Appena
tornato a casa ne ho subito sbucciato uno mangiando polpa e semi. Poi
non mi è rimasto altro che strusciare le mani sotto il mio naso.
giovedì 12 dicembre 2013
Voglio donarti qualcosa
Voglio darti qualcosa. Qualcosa di me. Ogni giorno. Ma non è facile
perché è difficile poterlo fare. Sono troppo legato ai miei limiti. E
per quanto voglia essere libero sono sempre condizionato dall'ambiente.
Mi sforzo di andare oltre il tempo ma il muro delle convenzioni mi
ributta indietro restituendo i passi che ho già percorso. Mi piace
ascoltare e raccogliere le storie degli altri. Tutto questo mi
arricchisce, ma che fatica a non essere assorbito dalla sofferenza.
Sembra assurdo ma c'è una classifica anche del disagio.
mercoledì 11 dicembre 2013
Quando a fumare sono i camini della fabbrica
Ero già fuori casa poco dopo le 8. Oggi l'aria era ancora abbastanza
frizzante e soprattutto umida. Nell'osservare il golfo lunato dalla
balconata di Palazzo d'Avalos sono riuscito a vedere la zona industriale
di San Salvo. I camini della Pilkington stavano fumando, era da un po'
che non ci facevo caso. Ma forse sarebbe più giusto che non c'erano le
condizioni perché si potesse notare la fuoriuscita dei fumi. La cosa,
roba da non credere, non mi è affatto dispiaciuta. Ho pensato alla
produzione, agli operai al lavoro, alla stanchezza, ma soprattutto la
possibilità di avere reddito e quindi dignità. Come cambia la
prospettiva rispetto alle cose che ti capitano o che succedono attorno a
te. Là ci sono camin che fumano, ma questa volta non sono in mezzo al
mar.
martedì 10 dicembre 2013
Che bello sognare
Da un po' di tempo a questa parte capita di risvegliarmi mentre sto
sognando. Non perché prima non sognassi, evidentemente adesso lo ricordo
più facilmente e la cosa avviene con maggiore frequenza. Quello di
stamane merita di essere raccontato, nonostante sia una cosa del tutto
personale. Ero seduto a tavola in cucina, nella casa dove vivevo da
adolescente con la mia famiglia. C'era mio padre a capotavola, alla mia
destra. Di fronte a lui mia madre, più vicina ai fornelli. I miei due
fratelli e le due sorelle. Sette persone attorno a una tavola imbadita.
Un'immagine vivida che mi ha riportato indietro nel tempo. Quando si
viveva una vita fatta di piccole cose e ci si ritrovava a tavola per
raccontarsi gli avvenimenti di giornata. Ci si divideva le pietanze
preparate dalla nostra mamma, che più che con la fantasia doveva fare i
conti con le poche lire a disposizione per sfamare sette bocche. Quanto
tempo è passato. Che bello sognare, ma che nostalgia.
lunedì 9 dicembre 2013
L'acqua scorre lentamente
Ho visto l'acqua scorrere nel fiume. Non mi sembrava che avesse grande
forza. Anzi seguiva il suo corso con lentezza, quasi non avesse voglia
di arrivare al mare. Come se volesse restare ancora un po' nel suo
letto, per farsi guardare, dopo aver attraversato le montagne e le
valli. Che grande pace. Come è bello farsi catturare dalla natura
incontaminata. Si prova un gran piacere. Ogni tanto occorre fermarsi: è
quanto mai salutare. Per ricaricarsi in maniera adeguata e ripartire
verso il caos. Che vita sfrenata.
domenica 8 dicembre 2013
Sveglia, c'è un incidente mortale
Stamane sono stato svegliato da una telefonata. Dall'altro capo del filo
Giuseppe, un amico e collega: «Sei sveglio? C'è stato un incidente
mortale, la vittima è un giovane di 21 anni». Non è la prima volta, e
purtroppo non sarà l'ultima, che di notte o di primo mattino sono stato
svegliato dallo squillo del telefono. C'è un tam tam non scritto che ti
porta a sapere di eventi così tragici in tempo reale, "on the air". E
dove bussa il dolore alla porta di molti, per qualcun altro inizia il
lavoro. In questi casi mia moglia mi apostrofa sempre duramente: «Siete
dei falchi». Cosa risponderle? Noi ci schermiamo con il diritto di
cronaca. Punti di vista. Mentre si raccolgono notizie sulla vittima e
sulla dinamica dell'incidente un giovane collega mi chiede: «Ma tu non
provi ribrezzo nel vedere quel cadavere?». Ci penso un po' e gli
rispondo: «Pensa che ho disagio anche nel vedere un goccia di sangue. Lo
sai come sono riuscito a vincere questo problema? Con la macchina
fotografica, per me è come uno schermo protettivo che filtra tutto
lasciandomi indifferente». Ma poi dopo essermi girato penso al dolore
che staranno provando i genitori di quel ragazzo, di quella vittima. Ha
un anno meno di mia figlia. E sento un dolore alla pancia lancinante.
Dio l'accolga nella pace, oggi pregherò per te Giovanni.
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